Manifesto transpersonale (estratto)

dal Manifesto Transpersonale della Società Italiana di Biotransenergetia

“L’esperienza interiore è come lo scalpello dello scultore che, giorno dopo giorno, modella il marmo grezzo e, togliendo il superfluo, dà forma alla bellezza dell’opera d’arte che stava celata nel blocco di pietra.”

Il mio lavoro

A proposito della natura umana. (autore P.L. Lattuada)


Ciascuno di noi possiede una "natura intima", essenziale, fondata biologicamente, naturale, innata.
Questa natura è in parte specifica della persona, in parte caratteristica dell’intera specie. Essa
sembra essere "intrinsecamente buona". Contiene i bisogni fondamentali, le emozioni e le capacità umane fondamentali, le potenzialità, i talenti, gli equilibri fisiologici e temperamentali,
l’attrezzatura anatomica e così via.
L’educazione, le aspettative culturali, i condizionamenti, le paure soffocano la nostra "vera natura".
L’esistenza di ogni individuo è un processo di autorealizzazione della propria "vera natura" o essenza spirituale.
Il processo di autorealizzazione non si ferma all’intelletto ma procede verso qualità più elevate quali: amore, saggezza, umiltà, compassione, fiducia, consapevolezza, pazienza, condivisione, solidarietà, rispetto.
L’individuo non si esaurisce nelle parti fisiche che lo compongono, ma in quanto unità bio-psicospirituale, presenta una serie di livelli interconnessi che vanno dal fisico all’emotivo, al mentale, allo spirituale.
La vita dell’individuo non incomincia con la nascita e non finisce con la morte, ma rappresenta un momento nella giornata evolutiva della "coscienza universale".
Lo spermatozoo e l’ovulo che mi hanno generato erano vivi prima che io nascessi ed il ricordo di me continuerà ad agire nel mondo anche dopo che sarò morto. Quando comincio? Quando finisco?
Stabilirlo è un arbitrio.
Mediante l’esperienza interiore l’individuo può gradualmente liberarsi dalla sua storia personale e dai suoi attaccamenti psico-fisici, sviluppare le sue qualità più genuinamente umane e realizzare la
sua "vera natura".
L’esperienza interiore è come lo scalpello dello scultore che, giorno dopo giorno, modella il marmo grezzo e, togliendo il superfluo, dà forma alla bellezza dell’opera d’arte che stava celata nel blocco di pietra.

Esistono, oltre all’energia fisica che introduciamo nel corpo-mente con il cibo ed il respiro, altre sorgenti di energia alle quali è possibile attingere. Si pensi alla forza che spinge gli alberi verso l’alto, al fervore della primavera, alla freschezza di una fanciulla in fiore, alla forza della fede o dell’anelito spirituale, all’amore materno, ad una notte
nella foresta o ad un alba sull’Himalaya.
Il dolore, i conflitti sia emotivi che sociali e la malattia non sono semplicemente nemici da combattere, ma alleati che contengono in sé un potenziale creativo fonte di significato, insegnamento e forza.
Padroneggiando l’ascolto e l’auto-osservazione noi possiamo consentire al potenziale creativo del sintomo o del conflitto di dispiegarsi mediante immagini, emozioni, sensazioni, bisogni, desideri, ricordi, suoni, azioni, intuizioni, ecc.
Il processo creativo è il risultato di un flusso archetipico che accede al campo di coscienza dell’individuo che crea.
L’arte è espressione archetipica, senza passato né futuro, che si esplica nell’immediatezza dell’atto, nell’autopresentazione di forma e colore; dove il colore è colore ma scaturisce da un "oltre" che non
ha memoria, dove la forma è sempre una forma, ma attinge ad un’idea nomade e universale priva di appartenenza, ma viva di potere spirituale.
L’amore è la sorgente della vita. Dolore e malattia sono prima di tutto la conseguenza della nostra
incapacità di amare.

 .... quando devo spiegare cosa faccio di lavoro a volte dico cose semplici.

 

Ciò che è naturale è per definizione semplice, così semplice che diventa complicato, soprattutto nelle nostra società. Se ci abituiamo a guardare i quotidiani conflitti in quest’ottica possiamo vederli scomparire. Se impariamo a mantenere il contatto con ciò che è naturale in noi, possiamo diventare presenti a noi stessi, in ogni contesto: di vita, di relazione e di lavoro. Ne discende che saremo più in armonia sia con noi stessi che con il resto del mondo. In questo senso il benessere non è un obiettivo da raggiungere, qualcosa da cercare o faticosamente ritagliarsi nella vita quotidiana; il benessere diventa la naturale ricaduta, la conseguenza dell’essere a casa, presso di noi, sempre o almeno la maggior parte del tempo.

La buona notizia è che questo è possibile!

© 2016 by Giuliana Rasi - Psicologa e psicoterapeuta Transpersonale.

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